Visualizzazione post con etichetta salute. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta salute. Mostra tutti i post

venerdì 3 marzo 2017

E' morto un uomo

Fatto ordinario, dirai. Ed è vero. Ogni giorno sono centinaia di migliaia le persone che muoiono. Tanti per tragici incidenti, altri per omicidi, altri ancora per malattie. E alcuni si tolgono volontariamente la vita, sopraffatti dalla depressione e da un mondo che non è capace di aiutarli.
Ma l'uomo che ieri è morto è diverso da quasi tutti gli altri. Perché non era un uomo libero, nemmeno di morire. Era schiavo del suo stesso corpo inerme. Della sfortuna, anche, del fato che lo aveva legato ad un letto.
La sua volontà è stata rispettata, alla fine. E forse questo avrà delle conseguenze su chi gli era accanto.
Per alcuni è facile pensare che quella sia la soluzione migliore e che lo Stato debba essere obbligato a rispettare la decisione che ha preso.
Ma se già è difficile scegliere un panino al McDonald's, come può esserlo scegliere di morire?

Ogni persona è attaccata alla propria vita, perché è la sola cosa che possediamo veramente. Tutto il resto è un dono della vita stessa, dalle emozioni alle cose che ci circondano e di cui amiamo circondarci. E la vita è l'unica cosa di cui non possiamo fare a meno. Arrivare al punto in cui l'unico nostro desiderio è di perderla equivale a dichiarare il fallimento della nostra coscienza.

Lui ha scelto di mollare, soverchiato da una vita troppo dura, dal non poter più essere ciò che era, perché era ciò che faceva, non ciò che pensava, provava, donava attraverso la sua esistenza. Non ha scelto la strada più facile, come in molti hanno declamato con spregio. Perché ha reso la sua scelta, la sua volontà, pubblica, mediatica. Ha voluto, col suo ultimo gesto, diventare molto più di un inerme corpo.

Ma non pensare che tutti siano così. Non per tutti la vita è solo ciò che facciamo.


Io non so cosa farei, se fossi nei suoi panni. Perché vedere scorrere la vita attorno a me, senza poterla toccare, gravando su chi mi sta intorno di un peso che ti trascina a fondo, forse tanto vita non è.

Spesso si usa il verbo "andarsene". Ma morire è altra cosa. Perché non vai da nessuna parte, dopo.
Semplicemente non esisti più. E non amerai, non soffrirai, non avrai più fame o sete, freddo o caldo. Non riderai più di una battuta e non piangerai per una sconfitta. Non parlerai, non ascolterai più la voce dei tuoi cari.
Non penserai.
E da quel momento, solo da quell'istante, non vivrai più.

Lui è arrivato a quel momento dopo aver perso l'ultima cosa che rimane, la speranza.
La medicina fa ogni giorni passi da gigante. Curiamo malattie e traumi che solo pochi decenni fa erano mortali. La domanda, dunque è se domani trovassero una cura? Se domani lui avesse potuto tornare quello che era? O forse non la troveranno mai, lasciando migliaia di persone nell'illusione della speranza.

Non so se avrei il coraggio di morire come quell'uomo.
Ma so che ho il coraggio di vivere la mia vita più di quanto l'abbia fatto fino ad oggi.

venerdì 9 settembre 2016

Il complotto degli spazzolini

Chi mi conosce lo sa, io sono l'esatto opposto di un complottista, ma non posso esimermi da portare a conoscenza del mondo intero un grave complotto ai danni delle nostre tasche e dei nostri denti.

Chi mi conosce lo sa, non son più carabiniere...

Come chiunque abbia mai fatto la spesa in prima persona sa, gli spazzolini si suddividono in base alla durezza delle setole. Ci sono quelli morbidi, quelli medi e quelli duri.
Ti starai chiedendo dove nasce il complotto.
Beh, a quanto pare, gli spazzolini "duri" sono praticamente introvabili.
'zzomenefrega, dirai.
Ok, non posso darti tutti i torti. Ma lascia che tiri le fila del mio ragionamento.
Le setole più dure sono sconsigliate a chi ha determinati problemi (gengivali, soprattutto), ma tolte queste, la distribuzione delle preferenze del mercato dovrebbero seguire grosso modo una tendenza gaussiana.

E' un grafico preso a caso, ma è giusto per rendere l'idea. Sull'asse delle ascisse dovrebbe stare il grado di durezza, su quello delle ordinate il numero di spazzolini venduti.

Ed invece questo non succede. Per lo meno, il numero di spazzolini presenti sugli scaffali dei supermercati non rispecchia in alcun modo questa curva, anzi, pur essendovi una predominanza di spazzolini medi (come mi sarei aspettato), quelli duri sono sostanzialmente assenti (presumo che i pochi esemplari in vendita vengano ben presto terminati).
Ci troviamo dunque in un contesto in cui il mercato non cerca in alcun modo di soddisfare la richiesta, anzi, la dirotta in una direzione ben precisa.
A casa mia, questo si chiama cartello. E dato che nessuno ne parla (cit.), trattasi di complotto.
Chi se ne giova e chi ne subisce le conseguenze?
I secondi, ovviamente, siamo tutti noi consumatori finali. Gli spazzolini "duri" hanno una maggior durata ed un miglior potere pulente. Vero, a volte possono causare problema (principalmente alle persone sensibili), ma basta utilizzarli con delicatezza nelle prime settimane, poi le setole di ammorbidiscono e diventano poco più duri di quelli medi.

Ecco dunque che troviamo chi si avvantaggia di tale situazione.

I produttori di spazzolini possono vendere un numero di esemplari ben maggiore (gli spazzolini duri durano da 2 a 3 volte più degli spazzolini medi e morbidi), o in alternativa spingono verso spazzolini elettrici (per i quali invece non vi sono difficoltà nell'approvvigionarsi di testine con setole dure). Spazzolini elettrici che, fra l'altro, è stato dimostrato non pulire meglio di quelli tradizionali (e non immagini nemmeno come sarà uno spazzolino smart).
Ma anche la lobby dei dentisti fa affari d'oro.
Un po' di storia: anche se può sembrare strano, l'invenzione dello spazzolino è un fatto abbastanza recente e la sua diffusione ancora di più. Solo durante la Seconda Guerra Mondiale, proprio grazie alle disposizioni dell'Esercito Statunitense, tale strumento è diventato di uso comune. Negli ultimi decenni, dunque, la consapevolezza della corretta igiene orale è aumentata esponenzialmente e, con essa, è diminuito notevolmente l'incidenza dei problemi dentali. Che ne consegue in un minor fatturato per i dentisti.
E' ovvio che, con spazzolini meno efficienti, tali problemi sono destinati ad aumentare o, per lo meno, a rallentare la decrescita. Questo porterà dunque più soldi nelle tasche dei dentisti che, consapevolmente o meno, si avvantaggiano di questo cartello.
Cosa possiamo fare?
Nulla.
Usare spazzolini morbidi è costoso, usare il collutorio potenzialmente cancerogeno, non lavarsi i denti pure peggio.
Non ci resta che Cartman.