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giovedì 6 ottobre 2016
NFL Week 4 - Kansas City Chiefs at Pittsburgh Steelers
Allora, ricapitoliamo.
Fumble, intercetto, punt fuori campo, field goal sul palo, TD su ritorno annullato, downs.
Più o meno il riassunto della partita in meno di una riga.
Tutto quello che di negativo (escluso infortuni) può succedere ad una squadra in una partita di football, è successo ai Chiefs domenica scorsa.
E' chiaro, non è una scusa per la sconfitta, avremmo perso in qualunque caso. Troppo forti gli Steelers e troppo scarsi noi, sia in attacco che, soprattutto, in difesa. Amnesie difensive ingiustificabili, intensità nei placcaggi, per così dire, rivedibile, drop incredibili e scarsa attenzione sui blocchi.
Da tifoso l'unica cosa che posso è aggrapparmi alla speranza che tutta la negatività si sia concetrata in quest'unica partita, che le pessime condizioni meteo (e del campo) abbiano negativamente influenzato la nostra prestazione e che, soprattutto, serva di lezione ad una squadra che non sta assolutamente rispettando le aspettative.
Nota positiva il rientro di Charles, anche se con esiti dimenticabili. Male tutti, con piccole menzioni d'onore a Ware e Hill. Ma nemmeno loro arrivano alla sufficienza (e forse nemmeno al 5).
Se non cambia qualcosa, i Playoff sono un miraggio.
giovedì 29 settembre 2016
NFL Week 3 - New York Jets at Kansas City Chiefs
Sei intercetti.
Roba che tante squadre ne fanno meno in un intero anno.
I Chiefs ne hanno fatti tanti in una sola partita.
La sintesi della serata sta in questo numero.
Il caro amico Fitz è sembrato, ad un certo punto impossibilitato a lanciare, visto che completava più intercetti che lanci. Eppure, nonostante questa larga vittoria, i lati oscuri nel gioco di Kansas City rimangono.
La partita
Dopo i primi due drive interlocutori, i Jets ripartono dalla loro prima yard, grazie ad un gran punt di Colquitt. Poi il primo intercetto. Sono passati 10 minuti e Peters riceve un lancio neppure troppo malvagio di Fitzpatrick. E' il terzo in tre partite, ma è solo l'inizio.
Ware e Hill guadagnano 13 yardes a testa, poi si entra nella zona Kelce: TD.
Il secondo quarto comincia con un fumble. Perché se gli intercetti alla fine saranno 6, ad essi si aggiungono altri due turnover. Ma l'attacco non punge e ci vuole il solito Santos, con un abbordabilissimo calcio da 27yardes per aggiornare nuovamente il tabellino.
Cosa che si ripete subito dopo, perché sulla sua rimessa in gioco, lo Special Team causa un fumble, non ricoperto ma preso al volo da Harris, per il secondo TD.
Fitzpatrick sembra sbloccarsi quando, con un lancio profondo per Anderson, guadagna 26 yardes. Poi il drive si ferma e i Jets sono costretti al calcio. Saranno gli unici punti della partita.
Smith ha due minuti al termine del primo tempo, bastano appena per una sportellata da Richardson e Williams.
Il terzo quarto riparte con le squadre contratte. Kansas City tenta di controllare la partita, ma commette infrazioni a ripetizione. New York non ne approfitta, con Fitzpatrick che continua a lanciare per tentare il recupero.
Gli arbitri tolgono un TD sacrosanto a Ware, dopo un volo spettacolare in endzone. La cosa credo abbia fatto alterare non poco i Capi, tanto che le successive 5 azioni dei Jets termineranno con un intercetto, il quarto dei quali terminato meritatamente di forza e di determinazione in touchdown da Derrick Johnson.
C'è tempo solo per del garbage time, decorato dall'ultimo intercetto di giornata.
Il commento
Una vittoria è una vittoria, e con 16 partite a campionato non è che si possa stare a questionare sul come sia arrivata.
Ma è indubbio che la squadra soffra ancora di problemi sistematici all'attacco. Problemi che non so quanto possano risolversi con il rientro di Charles.
Kelce è ulteriormente salito di livello rispetto allo scorso anno, anche se commette ancora troppi offside. Ware è una grande sopresa, un RB che quasi completa più ricezioni che corse. E grande aspettativa anche per Hill, che al contrario ama partire da dietro e piazzare accelerazioni fantascientifiche che letteralmente bucano la difesa.
Ma spesso Smith non riesce ad innescare queste giocate, o si fa leggere troppo facilmente dalla difesa avversaria.
Aggiungiamoci un Maclin molto sorvegliato dagli avversari (ed a tratti un po' disattento) ed all'ingombrante presenza in tuta fuori dal campo di Jamaal, e troviamo le ragioni dei nostri problemi.
Quanto alla difesa, non riesco a discernere quanto sia merito nostro e quanto demerito dei Jets. C'è da dire che anche prima del quarto quarto da incubo di Fitzpatrick, la difesa aveva già completato un intercetto e due fumble, oltre a costringere i Jets ad un solo FG, per altro non semplicissimo.
Resta il problema sack, appena tre in tre partite (e zero contro i Jets). Vero, quando raccogli 8 intercetti, significa che in un modo o nell'altro i QB sono sotto pressione, anche se non quella tradizionale nella tasca.
Ma non mi sento molto tranquillo.
mercoledì 14 settembre 2016
NFL Week 1 - San Diego Chargers at Kansas City Chiefs
Non è un running back, non è un sack...e no, non è nemmeno Superman.
Si può essere delusi dopo una vittoria? Qualunque appassionato potrà dire di si. E quella disputatasi domenica nell'Arrowhead Stadium è stata una partita che Harvey Dent, aka Harvey Due Facce, avrebbe apprezzato particolarmente. Andiamo col recap.
La partita
Pronti via, il primo drive dei Chiefs lascia ben sperare, buone le soluzioni di corsa e Smith preciso e puntuale. Arriviamo sulle 29, poi Maclin non riceve ed è FG, trasformato dal solito Santos (le sue traiettorie sono sempre troppo basse, IMHO).
Questa sarà l'unica nostra azione positiva in tutto il primo tempo.
Rivers prende in mano il gioco, la nostra pressione su di lui è inesistente, la linea offensiva apre la nostra primaria come una scatoletta ed i RB vi si infilano senza problemi. Così, tra passaggi e corse arriva agilmente nella nostra area di meta per il primo TD. Dopo il kick, riprendiamo con difficoltà l'attacco, una fortunosa infrazione ci restituisce il pallone dopo un fumble, ma poi non chiudiamo il terzo down.
San Diego riparte, senza grossi patemi, con un drive piuttosto lungo, poi appena iniziato il secondo quarto, chiama il secondo timeout, dal quale scaturisce il secondo TD.
A questo punto, inizio a pensare che non vada bene.
Dopo il kick non riusciamo nemmeno a guadagnare yardes, anzi, finiamo per tirare un punt e far ripartire i Chargers dalle nostre 38. Penalità contro, penalità a favore. Poi Rivers completa 4 passaggi consecutivi ed è di nuovo TD.
L'attacco successivo è un poco meglio, per lo meno il nuovo punt di Colquitt finisce sulle loro 6yds. Il quarto finisce in garbage time.
Il secondo tempo inizia con due drive interlocutori, uno per parte. Loro terminano nelle nostre 48, noi sulle nostre 7. Nell'attacco successivo, San Diego spinge ma la difesa regge. Un field goal da 29yds porta i Chargers sul 24-3.
E' a questo punto che la partita cambia verso.
Nell'azione successiva, Smith e Ware piazzano un passaggio da 45yds che tramortisce gli ospiti, con la folla esultante che spera ancora nel miracolo. Smith continua a spingere ma è costretto a rischiare un quarto down da 5yds, trovando l'implacabile Kelce, per continuare il drive. Hill riceve poi, quasi incredulo, attraverso la difesa avversaria senza nemmeno rischiare un contatto. E' touchdown.
Ma Rivers e soci non ci stanno. Approfittano della fine del quarto e ad un successivo timeout limitano i danni e piazzando un altro FG da 28yds.
Di nuovo palla a Smith che si fa intercettare, anche se è più corretto dare merito a Verrett, che ancora non ho capito come abbia fatto a prendere quel pallone. San Diego riparte dalle nostre 44 yds, ma l'attacco non punge ed il successivo FG da 54yds finisce largo. I giocatori ospiti si rendono conto che l'aria è cambiata. Ware e Maclin ricevono palloni morbidi e riportano sotto i Chiefs. Smith lancia per quest'ultimo un TD da 19yds, tranquillamente trasformato dal solito Santos.
Ma la partita è lunga. Sotto di 10, la difesa gioca duro e blocca ogni tentativo di passaggio di Rivers, ma l'attacco fatica, forse proprio per via della lunga rincorsa in atto, e sulle 15yds avversarie si blocca. Santos non sbaglia (33yds non sono molte, ma le gambe tremano in queste situazioni) e siamo ad un solo TD dal pareggio.
L'attacco sterile dei Chargers termina appena dopo il two minute warning, lasciandoci con 42 yds da coprire. Poi il capolavoro: Smith lancia verso Maclin che, accerchiato da 3 difensori, cattura la palla per un guadagno di 22yds, che diventano 27 per la penality proprio su Maclin (che uscirà per concussion). Nessun problema per Smith, trova Ware che si abbandona appena dentro l'area. E' TD. Reid guarda sornione, ma per fortuna è un vecchietto sano di mente e manda Santos per la trasformazione, pareggio.
Rivers non riesce nel miracolo, la nostra difesa porta finalmente il primo sack ed è overtime.
Gli highlight della partita.
La fortuna premia gli audaci, così la moneta decide che saremo noi ad attaccare. Smith risponde presente, trova Ware come Oliver Hutton trovava Tom Becker. E quando Ware è stanco, entra in scena il Dio (perché altro modo per definirlo non c'è) Travis Kelce. Rebus irrisolvibile per la difesa ormai in paranoia di San Diego, riceve palloni in testa di CB come se nulla fosse, corre e blocca come tre giocatori in uno. Poi di nuovo Ware, che ci porta alle 2yds. Timeout. Smith si guarda attorno, sa già come andrà a finire. Snap, temporeggia, si guarda intorno, i difensori temono un passaggio corto, ma lui vede il passaggio che voleva e ci si butta come un RB al primo anno di liceo.
Apoteosi.
Il Commento
L'entusiasmo per il 27-33 finale non deve distogliere dalle gravi difficoltà. I Chiefs hanno subito per ben oltre metà gara, sia a causa di una difesa che dire traballante è dire poco, sia per un attacco sterile e senza una continuità di soluzioni efficaci.
Il lato positivo, vittoria a parte, è stata la capacità di dare una svolta (e che svolta...) alla partita, di trovare giocatori pronti (Ware vero mattatore della partita) e nelle grandi giocate delle (super)star: Maclin uscito per esami sulla concussion, cattura una palla pesantissima; Kelce forse poco cercato, ha risposto presente e dominato nelle azioni finali con il suo fisico possente e le mani dolcissime.
Smith ha condotto i suoi, stavolta da vero QB (ben oltre le 300yds lanciate), terminando però a suo modo, con la corsa finale per il TD della vittoria. Il gioco di corsa, in teoria nostro fiore all'occhiello, è completamente mancato e solo quando ha cominciato a lanciare le cose si sono messe per il meglio. E solo grazie a Ware, oserei dire. Maclin ha attirato la pressione dei difensori su di sé, lasciando il compagno libero di ricevere indisturbato. Non male per quello che dovrebbe essere in teoria un RB.
9/11/2016 San Diego Chargers vs. Kansas City Chiefs box score at Pro-Football-Reference.com
Ovviamente è facile accusare l'assenza di Charles per le corse mancate, ma questa squadra deve saper vincere anche senza di lui. L'ha dimostrato, ma con troppe difficoltà. Deve migliorare soprattutto la difesa, che solo nel secondo tempo e complice il calo (fisico?) degli avversari, è riuscita a limitarne la produzione.
Certo, non era una partita facile e San Diego l'aveva preparata bene. Per questo la vittoria ha un valore ancora più elevato. Ma per competere come contender, serve un ulteriore step.
giovedì 8 settembre 2016
Kansas City Chiefs 2017 Preview
Di Football Americano in Italia si parla poco. I più conosco a malapena l'estetica del gioco, scorci cinematografici e pregiudizi compresi.
Ammetto che non è uno sport di facile accesso, di sicuro non così semplice da godere come il calcio o da seguire come il ciclismo.
Se sei fra i pochi eletti, ti starai chiedendo per quale oscura ragione un tizio italiano dovrebbe tifare per una squadra che ha sì partecipato a tre SuperBowl (in realtà due...), ma che l'ultimo, per altro vinto, risale al 1969.
Le strade del tifo sono strane e non sempre logiche. Fatto sta che iniziai a seguire sporadicamente l'NFL nei primi anni 90, grazie a rare trasmissioni in chiaro di TelePiù ed i risultati del Televideo. E non so perché ma già ricordavo il nome Montana, Joseph Clifford Montana Jr. per gli amici. Che dire, io ho sempre tifato per il più forte. Cosa potevo saperne che era ai titoli di coda della sua immensa carriera, cosparsa di 4 anelli, 2 MVP e 8 Pro-Bowl? 1+1, divento tifoso Chiefs. Ma il tifo rimane virtuale, mai vedetti una partita e probabilmente nemmeno un'azione.
Avanti veloce. Il football è per anni rimasto una chimera, fino all'avvento di internet e dei suoi sottoscala. Seguire l'NFL (ed altri sport) è oggi economico ed immensamente più facile, anche solo per una questione di fusi orari. Oggi seguo assiduamente i miei Chiefs (mi sono autonominato unico Chiefs fan d'Italia...) e pur con evidenti limiti tecnici, mi avvio a descriverne l'imminente stagione (lunedì la prima contro i Chargers).
La offseason è stata avara di novità, ma questo non mi preoccupa. Anzi, la riconferma di quasi tutti i top player è un buon incentivo a ben sperare mentre l'arrivo di buoni rookie (tra tutti Chris Jones, di cui si parla un gran bene).
Lo staff
Andy Reid non è un coach di primo pelo. Giunto a KC ha stilato un piano d'azione ben preciso: piantare le fondamenta ben solide per un'ottima squadra e rendere la difesa la migliore (o quasi) della Lega. Il resto sarebbe venuto da se. Tre anni dopo, ha risolto tra alti e bassi quasi tutti i problemi della squadra (QB, WR, TE...) e raggiunto due volte i PO, dove complici infortuni e scelte sfortunate, non è mai andato oltre il secondo turno. Qualcuno lo accusa di non aver raccolto i risultati che il roster dovrebbe promettere, mentre a me ispira fiducia (non fosse altro per la presenza del suo clone sugli spalti).
Il clone è a sinistra, eh...
Quarter-back
Alex Smith, defenestrato dai 49ers per far posto a Kaep (che non sta passando un grande periodo e il futuro non pare roseo, dicono), è arrivato in Missouri (perché devi sapere che così come Washington non si trova nello Stato di Washington, anche Kansas City non si trova in Kansas [e, per inciso, nemmeno in Arkansas {che si legge "arcanso", più o meno}]) con la missione di fare poco ma farlo bene.
Alex Smith in un'azione.
Smith è un ottimo QB, buon passatore, ha gambe veloci e mente aperta. Non è il migliore di tutti i tempi (vedi intro), ma è uno che ha esperienza e sa quando stare al suo posto e quando deve essere d'aiuto alla squadra. Non abbiamo un ricevitore all'altezza? Bene, allora andiamo di corsa. La tasca collassa ad ogni alito di vento? Bene, andiamo di option. Sempre con in testa la necessità di non sbagliare per capitalizzare al meglio gli errori altrui. Tutto questo in attesa di un attacco al livello della difesa. Alex ha resistito fin'ora ed adesso è il momento del raccolto.
Attacco
Questo attacco è il più completo degli ultimi anni, per i Chiefs. Se, infatti, nelle scorse stagioni l'unica opzione offensiva erano le corse di "JamaAnimal" Charles (uno dei migliori RB di sempre, quanto a efficienza), l'anno scorso abbiamo dovuto fare di necessità virtù, per via dell'infortunio proprio del nostro miglior giocatore. Non che sia andata male, viste le 10 partite vinte consecutivamente dopo il suo infortunio (eravamo 1-5, al momento). Il numero 25 è stato fuori per tutta la stagione, si è curato e ora lo attendiamo più in forma che mai, nonostante gli anni. Se resta in salute, può ancora far male a tante difese.
E non è male neppure come ritornatore.
E per mantenerlo sano, quale modo migliore di affiancarlo da opzioni quasi altrettanto valide? L'anno scorso l'attacco si è infatti retto sulle spalle di Jeremy Maclin, piccolo ma letale WR, autore di ben 8 TD, e del possente Travis Kelce, TE al terzo anno per molti versi sorprendente grazie alle sue mani appiccicose. Assieme questi tre possono alternarsi negli schemi per accentuare la varietà di opzioni, non sprecare troppe energie e soffrire meno nel proseguo della stagione. Ad essi si affiancano buoni comprimari, tra cui cito Anthony Sherman e Knile Davis).
Difesa
A più riprese è stata citata come tra le migliori di tutta la NFL, trova le sue fondamenti in giocatori quali Tamba Hali e Dontari Poe, sempre in attesa del ritorno di Justin Houston, ancora fuori (e forse lo sarà per tutta la stagione) per via dell'operazione al ginocchio. Peccato la cessione di Sean Smith, che tanto bene aveva difeso sui lanci di Manning l'anno scorso. Anche così, però, la difesa sembra sempre su altissimi livelli. La pressione sul QB è calata negli anni, ma al contempo è notevolmente migliorata la copertura sui lanci lunghi, vero tallone d'Achille della difesa. Nulla da dire sulle corse, serve davvero un attacco di primo livello per passare la linea difensiva. A questa si aggiunge il già citato Jones, che speriamo possa portare in dote i sack che ci mancano.
Ehm...
Special Team
Dustin Colquitt è un veterano e per tutti è una sicurezza, calci sempre precisi e molto lunghi. Anche grazie a lui il resto della squadra può rifiatare. Ma è tutto il team che è ben organizzato e messo in campo. Non mi aspetto azioni spettacolari o grandi recuperi, ma solide fondamenta del gioco che verrà. Il già citato Davis è un buon ritornatore, anche se ha un solo TD ritornato nella sua pur breve carriera, ed il kicker Cairo Santos, dopo la stagione da rookie, deve garantire maggior sicurezza nei FG.
Anche lui ha cominciato bene la preseason.
Cosa mi aspetto?
Tanto. Di sicuro i playoff, ora che i campioni in carica soffriranno certamente l'addio del loro condottiero Manning. Oltre non oso sperare, anche se lo sogno. Lo so, ci sono tanti se: se Charles rientra e resta in salute, se la difesa ritorna a portare i sack di due anni fa, se il resto dell'attacco si conferma e se Santos non fa cazzate, potremmo anche puntare in alto. Molto in alto.
O potrebbe anche finire così...
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